Kanelbullar vegane-briochine svedesi alla cannella

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Il profumo delle brioche appena sfornate si diffonde in tutta la cucina ,mi passa sotto il naso e mi riporta ad immagini istantanee del passato ,della mia infanzia,della mia casa, che sapeva sempre di cose buone e innesca dentro di me forti emozioni,mi vedo catapultata indietro nel tempo,quando in questo periodo,la mia mamma cominciava a preparare i dolci natalizi…Era un tripudio di sapori,profumi e di felicità racchiusi in quei piccoli gesti d’amore, che nonostante il tempo e lo spazio non dimenticherò mai.

E come da tradizione ,a casa mia,siamo già in piena atmosfera natalizia ed io incomincio a preparare le specialità dolciarie legate a questa meravifliosa festa!Oggi la  mia cucina è pervasa dal profumo delizioso delle tipiche briochine svedesi alla cannella,chiamate Kanelbullar. Non so se avete mai provato queste brioche che si vendono all’Ikea…sono davvero squisite! Semplici da realizzare, accompagnano colazioni e merende e sono talmente buone che una tira l’altra!

Questa mia versione è senza derivati animali,praticamente identica all’originale.

Provare per credere!!

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Bundt cake alla mandorla e amaretto

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La bundt cake è una ciambella originaria degli Stati Uniti,che si realizza in uno stampo molto speciale, il bundt pan. La forma ,in realtà, è ispirata ad un dolce tipico alsaziano, il Kugelhupf particolarmente popolare tra le comunità ebraiche. E furono proprio alcuni membri della comunità ebraico-americana, a commissionare,intorno agli anni 50, all ‘ingegnere americano David Dalquist e a suo fratello Mark,la realizzazione di uno stampo simile a quello del Kugelhupf però molto più leggero e più economico di quello europeo, diffuso nell’impero austro ungarico. I due fratelli crearono,così, uno stampo in alluminio e fondarono,in Minnesota, un’azienda che li produceva,e che chiamarono Nordic Ware. Lo stampo non ebbe molto successo a tal punto che la ditta produttrice pensò di interrompere la produzione.

La popolarità fu raggiunta nel 1966,quando una torta chiamata “Tunnel of fudge”,preparata,in quello stampo, dalla casalinga Ella Elfrich, arrivò seconda ad una competizione di torte a Pillsbury. La vincitrice divenne famosa e la richiesta del bundt pan aumentò a dismisura,tanto che l’azienda ricevette oltre 200mila richieste di stampi,diventando così famosa in tutto il mondo.

In realtà non esiste una ricetta specifica di bundt cake,perchè qualsiasi torta cotta in questo stampo prende questo nome. La caratteristica è il tubo centrale,che permette la diffusione del calore in modo più uniforme e consente una cottura perfetta.

La mia bundt cake alle mandorle e amaretto è una vera delizia! E’ una torta compatta ,umida, molto semplice da realizzare e la glassa alle mandorle con cui è accompagnata ne esalta il sapore.

Ottima con un buon tè o una cioccolata calda è un vero confort food assolutamente da provare!

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Pains aux raisins

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Adoro Parigi,la trovo una città molto romantica ,ci sono stata tantissime volte e ci ritornerei senza mai stancarmi ,anche per poter visitare posti che ancora non sono  riuscita a vedere. Una delle cose cose che mi hanno colpito in questa meravigliosa città sono le boulangerie dotate di vetrine che sono un vero spettacolo per gli occhi,,con arredi in vecchio stile e una vasto assortimento di prelibatezze di ogni tipo:  baguette,croissant,pain au chocolat,quiche e tanti altri dolci.Ricordo ancora le mie colazioni parigine…così buone!!Oltre al croissant,( senza dubbio il mio preferito),mangiavo molto spesso il pain aux raisin,una tipica viennoiserie francese, variante del croissant,con uvetta e crema pasticcera….una vera delizia!

Avevo in mente già da diverso tempo, di provare a  replicare queste gustose brioche sfogliate, e approffitando di un weekend un pò noioso e grigio, e dopo aver trovato la ricetta giusta,  ho deciso di cimentarmi nella loro preparazione.

Sentire il profumo che fuoriesce dal forno e ritornare indietro nel tempo a lontani e bei ricordi,mi ha ripagato della fatica.

Certo i pains aux raisins non sono semplicissimi da fare,ma con un po’ di tempo a disposizione e con le giuste accortezze si può ottenere un ottimo risultatato.

Queste brioche vanno mangiate prevalentemente a colazione,ma,secondo me sono ottime  gustate ancora calde per una merenda al pomeriggio, accompagnate da un tè o una cioccolata calda.

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