Banana bread al farro integrale con noci pecan

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La frenesia della settimana è fatta di colazioni mordi e fuggi,di caffè che borbotta sul fuoco e che bevi ancora bollente mentre mangi un biscotto al volo,se va bene,in piedi davanti alla Nespresso e intanto controlli le email ricevute,rispondi ai messaggi su whatsapp e leggi cos’è successo nel mondo. Ma la domenica no,la domenica è fatta di ritmi lenti,di lenzuola stropicciate,di colazioni che hanno il gusto della calma,di tazze colme,croissant caldi o doci fatti in casa sulla tavola apparecchiata con cura. La nostra colazione della domenica è fatta di gioie per gli occhi e per il palato,è fatta di piccole attenzioni,di coccole che fanno bene al cuore,di tradizioni da condividere.

Domenica scorsa per colazione,avevo desiderio di qualcosa di diverso,che non avevo mai fatto,ho preparato così un ottimo banana bred, un saporito plumcake alla banana, tipico di alcuni paesi anglosassoni (Stati Uniti e Australia) dove viene consumato per colazione o per il brunch.

Il banana bread è un dolce morbido e sostanzioso, velocissimo e semplice da preparare, che prevede l’utilizzo di banane molto mature, l’ideale quindi per trasformare le banane un po’ annerite in un plumcake golosissimo!

Il banana bread viene tradizionalmente servito a fette, leggermente riscaldate e imburrate.
A piacere si possono aggiungere nell’impasto gocce di cioccolato, noci o nocciole tritate grossolanamente.

Il mio banana bread è davvero semplicissimo da realizzare,senza uova,senza burro,con farina integrale di farro e sciroppo d’acero,e’sano e nutriente per una colazione leggera ma molto golosa. Io l’ho accompagnato con confettura di pere e vaniglia homemade.

Vi consiglio di provarlo…e buon lunedì a tutti!

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INGREDIENTI

220 gr di banane molto mature ( 2 banane medie)

250 gr di farina di farro integrale

16 gr di lievito per dolci

110 gr di sciroppo d’acero

120 ml di latte di mandorla ( o qualsiasi altra bevanda vegetale)

60 ml di olio di girasole

100 gr di noci pecan

un pizzico di sale

noci pecan per la finitura

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Kougelhopf d’Alsazia

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Buongiorno!!! A casa mia continua la produzione dei dolci natalizi, e il profumo che si diffonde annuncia l’arrivo della festa più bella dell’ anno…il Natale!!

Oggi vi presento una splendida ciambella dal nome impronunciabile: il “Kougehlopf”,un dolce lievitato tipico della tradizione alsaziana. Può quasi definirsi l’antenato del babà,infatti, si narra che il duca di Lorena,bagnò nel rum una fetta di Kougelhopf preparato dal suo pasticcere. L’origine di questo dolce buonissimo è difficile da rintracciare, si può affermare però con certezza,che è stato preparato sempre in occasione di feste: Natale,Pasqua,vendemmia,feste di paese,matrimoni e nascite. Oggi viene preparato sopratutto in occasione del Natale ed è particolarmente apprezzato sia per la prima colazione, che durante gli aperitivi,nella sua versione salata. La sua particolare forma ricorda il turbante dei re Magi, che secondo la leggenda, offrirono questo dolce ad un pasticcere di Ribeauvillè ,per aver donato loro ospitalità. E’ diffuso in Austria,in Germania e in alcune regioni del Nord Italia.

E’ un lievitato a metà strada tra un pandoro e un panettone,non è molto dolce,ha un gusto delicato e il suo sapore è esaltato dalla presenza dell’uvetta sultanina bagnata nel rum e dalle mandorle.

L’impasto è semplice da realizzare , e si prepara in giornata, utilizzando il lievito di birra. Un’ottima alternativa ai più complessi pandoro e panettone, ma altrettanto buono.

La mia ricetta è tratta dal libro di Piergiorgio Giorilli “La lievitazione lenta”.

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INGREDIENTI

500 gr di farina

150 gr di latte tiepido

20 gr di lievito di birra compresso

175 gr di uova

100 gr di zucchero

10 gr di sale

175 gr di burro morbido

150 gr di uvetta sultanina

50 gr di rum

12 mandorle senza pelle

zucchero a velo per spolverizzare

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 PROCEDIMENTO

In una ciotolina mettere a bagno l’uvetta sultanina nel rum.

Nella ciotola della planetaria unire la farina ,il lievito sbriciolato, il latte tiepido e metà delle uova e iniziare a lavorare con il gancio.A metà della lavorazione aggiungere le uova rimaneti,e continuare a lavorare fino a farle assorbire completamente.Poi unire il sale e lo zucchero poco alla volta. Lavorare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio,omogeneo e ben incordato. A questo punto aggiungere il burro morbido, anche questo poco alla volta. E’ importante non aggiungere altro burro finchè quello versato in precedenza non è stato completamente assorbito. Ci vuole un pò di pazienza e di tempo.

Mentre l’impasto assorbe il burro, togliere l’ uvetta dal rum,strizzarla per bene e asciugarla tra due fogli di carta da cucina. Quando l’impasto è pronto,liscio omogeneo e che si stacca dalle pareti,aggiungere l’uvetta impastando per qualche minuti,fin quando non sarà uniformrmente distribuita.

Prendere l’impasto e metterlo in una ciotola leggermente unta di burro e farlo lievitare coperto con pellicola trasparente,nel forno spento con luce accesa ,ad una temperatura di 26/27°C, fin quando non raddoppia.

Trascorso il tempo di lievitazione,prendere l’impasto ribaltarlo su una spianatoia leggermente imburrata e arrotondarlo con le mani o con un tarocco (pirlatura dell’impasto). Fare riposare all’aria per 15 minuti.

Intanto imburrare uno stampo da Kougelhopf ( io ho usato lo stampo in silicone della Birkmann)e porre una mandorla sul fondo di ogni incavo dello satmpo.

Quando l’impasto sarà  raddoppiato praticare al centro un foro e metterlo all’interno dello stampo. Lasciare lievitare ,sempre nel forno spento con luce accesa,fin quando raggiunge 2 cm dal bordo.

Infornare in forno preriscaldato a 180° e cuocere per 50 minuti.

Sfornare,far raffreddare e spolverizzare con abbondante zucchero a velo.

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Kipferl vegan alla vaniglia

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Le feste natalizie sono il momento migliore per preparare tantissimi biscotti di gusti e forme diverse,da appendere agli alberi,da mangiare a colazione o a merenda accompagnati da un buon tè o una tisana, o semplicente da regalare agli amici o ai parenti,magari confezionati nelle vecchie scatole di latta delle nonne.

Da bambina, ogni anno,a dicembre, aiutavo la mia mamma a preparare i dolci natalizi e non potevano mai mancare i biscotti. Il profumo di burro, di vaniglia o di agrumi e cannella,si diffondeva in tutta la casa e rimaneva per giorni. Io mi divertivo ad impastare e a creare con le formine tanti biscotti a forma di stella,cuore,alberello, renna…era tutto così magico!! Era lì l’essenza del Natale!

Ho voluto mantenere questa tradizione anche con mia figlia che, tutt’ora ,anche se grande, aspetta le feste per prepare insieme a me i biscotti.

Oggi abbiamo deciso di realizzare una specialità austriaca natalizia…i kipferl alla vaniglia. Sono dei biscotti a forma di mezzaluna preparati con farina di mandorle, aromatizzati alla vaniglia e con tanto zucchero a velo vanigliato. Hanno un sapore e un profumo straordinari,conquistano già dal primo assaggio.

La ricetta è senza derivati animali, facilissima da preparare, inoltre lo zucchero a velo vanigliato potete tranquillamente prepararlo in casa,aggiungendo a del normale zucchero a velo, una bacca di vaniglia raschiata e chiudere ermeticamente tutto in un contenitore di vetro. Dopo alcuni giorni lo zucchero a velo avrà assorbito l’aroma di vaniglia e potrà essere utiizzato.

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Kanelbullar vegane-briochine svedesi alla cannella

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Il profumo delle brioche appena sfornate si diffonde in tutta la cucina ,mi passa sotto il naso e mi riporta ad immagini istantanee del passato ,della mia infanzia,della mia casa, che sapeva sempre di cose buone e innesca dentro di me forti emozioni,mi vedo catapultata indietro nel tempo,quando in questo periodo,la mia mamma cominciava a preparare i dolci natalizi…Era un tripudio di sapori,profumi e di felicità racchiusi in quei piccoli gesti d’amore, che nonostante il tempo e lo spazio non dimenticherò mai.

E come da tradizione ,a casa mia,siamo già in piena atmosfera natalizia ed io incomincio a preparare le specialità dolciarie legate a questa meravifliosa festa!Oggi la  mia cucina è pervasa dal profumo delizioso delle tipiche briochine svedesi alla cannella,chiamate Kanelbullar. Non so se avete mai provato queste brioche che si vendono all’Ikea…sono davvero squisite! Semplici da realizzare, accompagnano colazioni e merende e sono talmente buone che una tira l’altra!

Questa mia versione è senza derivati animali,praticamente identica all’originale.

Provare per credere!!

 

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Bundt cake alla mandorla e amaretto

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La bundt cake è una ciambella originaria degli Stati Uniti,che si realizza in uno stampo molto speciale, il bundt pan. La forma ,in realtà, è ispirata ad un dolce tipico alsaziano, il Kugelhupf particolarmente popolare tra le comunità ebraiche. E furono proprio alcuni membri della comunità ebraico-americana, a commissionare,intorno agli anni 50, all ‘ingegnere americano David Dalquist e a suo fratello Mark,la realizzazione di uno stampo simile a quello del Kugelhupf però molto più leggero e più economico di quello europeo, diffuso nell’impero austro ungarico. I due fratelli crearono,così, uno stampo in alluminio e fondarono,in Minnesota, un’azienda che li produceva,e che chiamarono Nordic Ware. Lo stampo non ebbe molto successo a tal punto che la ditta produttrice pensò di interrompere la produzione.

La popolarità fu raggiunta nel 1966,quando una torta chiamata “Tunnel of fudge”,preparata,in quello stampo, dalla casalinga Ella Elfrich, arrivò seconda ad una competizione di torte a Pillsbury. La vincitrice divenne famosa e la richiesta del bundt pan aumentò a dismisura,tanto che l’azienda ricevette oltre 200mila richieste di stampi,diventando così famosa in tutto il mondo.

In realtà non esiste una ricetta specifica di bundt cake,perchè qualsiasi torta cotta in questo stampo prende questo nome. La caratteristica è il tubo centrale,che permette la diffusione del calore in modo più uniforme e consente una cottura perfetta.

La mia bundt cake alle mandorle e amaretto è una vera delizia! E’ una torta compatta ,umida, molto semplice da realizzare e la glassa alle mandorle con cui è accompagnata ne esalta il sapore.

Ottima con un buon tè o una cioccolata calda è un vero confort food assolutamente da provare!

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Pains aux raisins

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Adoro Parigi,la trovo una città molto romantica ,ci sono stata tantissime volte e ci ritornerei senza mai stancarmi ,anche per poter visitare posti che ancora non sono  riuscita a vedere. Una delle cose cose che mi hanno colpito in questa meravigliosa città sono le boulangerie dotate di vetrine che sono un vero spettacolo per gli occhi,,con arredi in vecchio stile e una vasto assortimento di prelibatezze di ogni tipo:  baguette,croissant,pain au chocolat,quiche e tanti altri dolci.Ricordo ancora le mie colazioni parigine…così buone!!Oltre al croissant,( senza dubbio il mio preferito),mangiavo molto spesso il pain aux raisin,una tipica viennoiserie francese, variante del croissant,con uvetta e crema pasticcera….una vera delizia!

Avevo in mente già da diverso tempo, di provare a  replicare queste gustose brioche sfogliate, e approffitando di un weekend un pò noioso e grigio, e dopo aver trovato la ricetta giusta,  ho deciso di cimentarmi nella loro preparazione.

Sentire il profumo che fuoriesce dal forno e ritornare indietro nel tempo a lontani e bei ricordi,mi ha ripagato della fatica.

Certo i pains aux raisins non sono semplicissimi da fare,ma con un po’ di tempo a disposizione e con le giuste accortezze si può ottenere un ottimo risultatato.

Queste brioche vanno mangiate prevalentemente a colazione,ma,secondo me sono ottime  gustate ancora calde per una merenda al pomeriggio, accompagnate da un tè o una cioccolata calda.

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