Maamoul mad ai pistacchi e noci

28278858_10213632648242605_960131886_o

Qualche giorno fa la mia cara amica Tatiana mi ha raccontato di aver mangiato ,durante una cena a casa di un amico di origini libanesi, un dolce semplice ma straordinariamente buono.Lei non ricordava il nome ,ma dopo avermelo meticolosamente descritto, io spinta dalla curiosità e dalla passione per i dolci della cucina internazionale, mi sono messa alla ricerca. E dopo aver cercato un po’ sul web, l’ho trovato…il dolce si chiama Maamoul mad! La ricetta è molto semplice e la combinazione di sapori particolari, mi ha incuriosita ed ho deciso così di prepararlo.

Il Maamuol mad è un antico dolce tipico della cucina libanese ,e in generale della cucina Medio Orientale. Viene preparato solitamente dopo il periodo di digiuno del Ramadan oppure durante la Quaresima. E’ composto da due strati  di pasta frolla senza uova fatta con semola e semolino e profumata con acqua di rose e acqua di fiori d’arancio e da un abbondante ripieno di frutta secca,solitamente datteri,o noci o pistacchi  e aromatizzato anch’esso con acqua di rose e acqua di fiori d’arancio. Viene cotto in uno stampo quadrato o rettangolare e poi tagliato a cubotti.

Nella pasta frolla viene aggiunto il mahlab,una spezia orientale prodotta dal nocciolo di una particolare ciliegia, e che purtroppo io non sono riuscita a trovare,l’ho quindi sostituita con il cardamomo.

Inoltre ho dato al dolce una forma circolare ed ho intagliato la superficie in modo da formare una stella, che ricorda un altro dolce medio orienatale…la baklava.

Il risultato non sarà identico all’originale,ma è comunque straordinario! Un dolce morbido,friabile che si scioglie in bocca dal celestiale profumo di acqua di rose ,spezie e frutta secca mescolati in un delicato equilibrio. Si conserva in scatole di latta e viene servito accompagnato da tè ,caffè e cioccolata.

Vi consiglio di provarlo…è troppo buono!

28311805_10213632654722767_261929450_o

Continua a leggere

Paris Brest

26696048_10213278120099623_251674888_o

L’anno nuovo è ormai iniziato ed io ho deciso di stilare una lista di buoni propositi per quest’anno. Il primo è sicuramente amare…amare tutto,ma sopratutto me stessa, gioire delle piccole cose e vivere appieno ogni singolo momento che la vita mi offre. Il secondo è ridere…ridere fino ad avere le lacrime agli occhi ,anche delle sciocchezze. Il terzo è rischiare…una cosa che raramente faccio ,perchè sono tanto riflessiva,programmo molto e analizzo. Quest’anno voglio rilassarmi e lasciarmi trasportare dalle cose belle e vedere cosa mi attende dietro l’angolo….

Oggi voglio parlarvi di un dolce classico della pasticceria francese, un dolce che amo in modo particolare… il Paris Brest. E’ un dessert realizzato con un impasto di pasta choux ,farcito con una squisita e delicata crema mousseline pralinata,e decorato con scaglie di mandorle e zucchero a velo. Il dolce si chiama così perchè è stato realizzato per la prima volta da un pasticcere della Maisons Laffitte,Louis Durand,nel 1891,per commemorare la corsa ciclistica Paris-Brest-Paris. Infatti la sua forma ricorda proprio la ruota di una bicicletta. Divenne molto popolare tra i ciclisti della corsa per il suo potenziale energetico ed in seguito si diffuse ,con grande successo, nelle pasticcerie di tutta la Francia.

E’ un dolce dalla consistenza leggera e fragrante,ottimo da servire a fine pasto in occasione di una cena raffinata, o del pranzo della domenica,ma sicuramente non può mancare nelle occasioni importanti.

Importante, per la buona riuscita del dolce,seguire alcune piccole indicazioni.

La consistenza ottimale  della pasta choux prima della cottura in forno, deve essere quella di una crema pasticcera densa, quindi occhio a quando si aggiungono le uova,sempre uno alla volta,per non incorrere nel rischio di ottenere un impasto troppo molle.

Un altro consiglio prezioso è quello di non aprire mai lo sportello del forno durante la cottura ,per evitare che il dolce si appiattisca.

Il Paris Brest è di una bontà unica! Vi conquisterà con la sua delicata raffinatezza e una volta provato, non smetterete di rifarlo!

26735310_10213278120019621_1025369562_o

Continua a leggere

Roscòn de Reyes

26654537_10213256054307992_108631313_oBuongiorno e buona Epifania a tutti!!Questa festa chiude uno dei  periodi  più belli dell’anno… il Natale e con essa terminano  le grandi abbuffate in famiglia.

Per chiudere dolcemente le festività natalizie, oggi ho preparato un dolce soffice soffice…il Roscòn de Reyes( Ciambella dei Re),un dolce spagnolo che viene preparato per la colazione o la merenda del giorno dell’Epifania. Si tratta di una ciambella di pasta brioche,molto simile ai nostri maritozzi con la panna,decorata con frutta candita colorata,granella di zucchero e mandorle.

La forma ricorda proprio la corona dei re magi,e i canditi rappresentano le pietre preziose. La tradizione vuole che il Roscòn contenga una sorpresa nascosta al suo interno ,per portare fortuna al commensale che la trova. Di solito viene nascosta una fava secca o una statuina del re. Chi trova la statuina diventa re per un giorno,chi trova la fava pagherà il roscòn l’anno seguente.

Il Roscòn de Reyes è un lievitato molto semplice da realizzare ,poco dolce e le note caratteristiche dell’impasto sono la sofficità e il profumo d’arancia… insomma una vera delizia!!

Io l’ho farcito con panna montata,ma può essere farcito  come si desidera, oppure lasciatao semplicemente così com’è.

26692930_10213256054467996_157791676_o

Continua a leggere

Kougelhopf d’Alsazia

25434051_10213076166570911_395889177_o

Buongiorno!!! A casa mia continua la produzione dei dolci natalizi, e il profumo che si diffonde annuncia l’arrivo della festa più bella dell’ anno…il Natale!!

Oggi vi presento una splendida ciambella dal nome impronunciabile: il “Kougehlopf”,un dolce lievitato tipico della tradizione alsaziana. Può quasi definirsi l’antenato del babà,infatti, si narra che il duca di Lorena,bagnò nel rum una fetta di Kougelhopf preparato dal suo pasticcere. L’origine di questo dolce buonissimo è difficile da rintracciare, si può affermare però con certezza,che è stato preparato sempre in occasione di feste: Natale,Pasqua,vendemmia,feste di paese,matrimoni e nascite. Oggi viene preparato sopratutto in occasione del Natale ed è particolarmente apprezzato sia per la prima colazione, che durante gli aperitivi,nella sua versione salata. La sua particolare forma ricorda il turbante dei re Magi, che secondo la leggenda, offrirono questo dolce ad un pasticcere di Ribeauvillè ,per aver donato loro ospitalità. E’ diffuso in Austria,in Germania e in alcune regioni del Nord Italia.

E’ un lievitato a metà strada tra un pandoro e un panettone,non è molto dolce,ha un gusto delicato e il suo sapore è esaltato dalla presenza dell’uvetta sultanina bagnata nel rum e dalle mandorle.

L’impasto è semplice da realizzare , e si prepara in giornata, utilizzando il lievito di birra. Un’ottima alternativa ai più complessi pandoro e panettone, ma altrettanto buono.

La mia ricetta è tratta dal libro di Piergiorgio Giorilli “La lievitazione lenta”.

25397522_10213076166770916_247843960_o

INGREDIENTI

500 gr di farina

150 gr di latte tiepido

20 gr di lievito di birra compresso

175 gr di uova

100 gr di zucchero

10 gr di sale

175 gr di burro morbido

150 gr di uvetta sultanina

50 gr di rum

12 mandorle senza pelle

zucchero a velo per spolverizzare

25371265_10213076166650913_983212369_o

 PROCEDIMENTO

In una ciotolina mettere a bagno l’uvetta sultanina nel rum.

Nella ciotola della planetaria unire la farina ,il lievito sbriciolato, il latte tiepido e metà delle uova e iniziare a lavorare con il gancio.A metà della lavorazione aggiungere le uova rimaneti,e continuare a lavorare fino a farle assorbire completamente.Poi unire il sale e lo zucchero poco alla volta. Lavorare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio,omogeneo e ben incordato. A questo punto aggiungere il burro morbido, anche questo poco alla volta. E’ importante non aggiungere altro burro finchè quello versato in precedenza non è stato completamente assorbito. Ci vuole un pò di pazienza e di tempo.

Mentre l’impasto assorbe il burro, togliere l’ uvetta dal rum,strizzarla per bene e asciugarla tra due fogli di carta da cucina. Quando l’impasto è pronto,liscio omogeneo e che si stacca dalle pareti,aggiungere l’uvetta impastando per qualche minuti,fin quando non sarà uniformrmente distribuita.

Prendere l’impasto e metterlo in una ciotola leggermente unta di burro e farlo lievitare coperto con pellicola trasparente,nel forno spento con luce accesa ,ad una temperatura di 26/27°C, fin quando non raddoppia.

Trascorso il tempo di lievitazione,prendere l’impasto ribaltarlo su una spianatoia leggermente imburrata e arrotondarlo con le mani o con un tarocco (pirlatura dell’impasto). Fare riposare all’aria per 15 minuti.

Intanto imburrare uno stampo da Kougelhopf ( io ho usato lo stampo in silicone della Birkmann)e porre una mandorla sul fondo di ogni incavo dello satmpo.

Quando l’impasto sarà  raddoppiato praticare al centro un foro e metterlo all’interno dello stampo. Lasciare lievitare ,sempre nel forno spento con luce accesa,fin quando raggiunge 2 cm dal bordo.

Infornare in forno preriscaldato a 180° e cuocere per 50 minuti.

Sfornare,far raffreddare e spolverizzare con abbondante zucchero a velo.

25371124_10213076167290929_1322874331_o

25383061_10213076167410932_193923109_o

25397567_10213076167210927_1926721435_o.jpg

 

 

 

Kipferl vegan alla vaniglia

25139201_10213049159575753_1573644288_o

Le feste natalizie sono il momento migliore per preparare tantissimi biscotti di gusti e forme diverse,da appendere agli alberi,da mangiare a colazione o a merenda accompagnati da un buon tè o una tisana, o semplicente da regalare agli amici o ai parenti,magari confezionati nelle vecchie scatole di latta delle nonne.

Da bambina, ogni anno,a dicembre, aiutavo la mia mamma a preparare i dolci natalizi e non potevano mai mancare i biscotti. Il profumo di burro, di vaniglia o di agrumi e cannella,si diffondeva in tutta la casa e rimaneva per giorni. Io mi divertivo ad impastare e a creare con le formine tanti biscotti a forma di stella,cuore,alberello, renna…era tutto così magico!! Era lì l’essenza del Natale!

Ho voluto mantenere questa tradizione anche con mia figlia che, tutt’ora ,anche se grande, aspetta le feste per prepare insieme a me i biscotti.

Oggi abbiamo deciso di realizzare una specialità austriaca natalizia…i kipferl alla vaniglia. Sono dei biscotti a forma di mezzaluna preparati con farina di mandorle, aromatizzati alla vaniglia e con tanto zucchero a velo vanigliato. Hanno un sapore e un profumo straordinari,conquistano già dal primo assaggio.

La ricetta è senza derivati animali, facilissima da preparare, inoltre lo zucchero a velo vanigliato potete tranquillamente prepararlo in casa,aggiungendo a del normale zucchero a velo, una bacca di vaniglia raschiata e chiudere ermeticamente tutto in un contenitore di vetro. Dopo alcuni giorni lo zucchero a velo avrà assorbito l’aroma di vaniglia e potrà essere utiizzato.

25270776_10213049159495751_1958663118_o

Continua a leggere

Gingerbread house-casetta di pan di zenzero vegana

25075640_10213030746555439_1377294919_o

Oramai il Natale è alle porte e l’atmosfera nell’aria diventa sempre più magica e speciale. La mia cucina ogni anno, in questo periodo, diventa una vera e propria fabbrica di dolci…mi piace rispettare le tradizioni e preparare i dolci tramandati dalle mie nonne,ma al tempo stesso,mi piace sperimentare nuove ricette e provare specialità dolciarie di altri paesi.

Ogni anno,sin da quando mia figlia era piccola,non possono mancare sulla mia tavola i gingerbread o pan di zenzero, i classici biscotti di Natale speziati,estremamente profumati e gustosi.Vengono preparati con un impasto ottenuto dal miscelamento di un composto di melassa e zucchero di canna aromatizzato con zenzero,cannella e altre spezie e hanno origine nordeuropee. Questi deliziosi biscottini,ideali per la colazione o per la merenda,si possono appendere anche all’albero di Natale ed hanno forme diverse: cuori,renne,alberelli ,stelline,ma i più realizzati sono sicuramente gli omini di pan di zenzero,divenuti ancora più celebri grazie al cartone animato Shrek.

L’impasto dei gingerbread viene utilizzato anche per realizzare le bellissime casette,decorate con ghiaccia reale ,come quella che ho realizzato io.

L’impasto è senza derivati animali,e la casetta è decorata con ghiaccia reale vegana ,pasta di zucchero e tantissimi confettini colorati.

La melassa ha un sapore forte e deciso,di liquirizia profumata,che dona ai biscotti pan di zenzero un sapore unico,ma se volete potete tranquillamente sostituirla con il miele,anche se,il sapore non è ovvimaente lo stesso.

Per la realizzazione della casetta mi sono ispirata alla bravissima Peggy Porschen.

25035220_10213030805716918_1593747019_o

Continua a leggere

Kanelbullar vegane-briochine svedesi alla cannella

24992674_10213028073728620_189109644_o

Il profumo delle brioche appena sfornate si diffonde in tutta la cucina ,mi passa sotto il naso e mi riporta ad immagini istantanee del passato ,della mia infanzia,della mia casa, che sapeva sempre di cose buone e innesca dentro di me forti emozioni,mi vedo catapultata indietro nel tempo,quando in questo periodo,la mia mamma cominciava a preparare i dolci natalizi…Era un tripudio di sapori,profumi e di felicità racchiusi in quei piccoli gesti d’amore, che nonostante il tempo e lo spazio non dimenticherò mai.

E come da tradizione ,a casa mia,siamo già in piena atmosfera natalizia ed io incomincio a preparare le specialità dolciarie legate a questa meravifliosa festa!Oggi la  mia cucina è pervasa dal profumo delizioso delle tipiche briochine svedesi alla cannella,chiamate Kanelbullar. Non so se avete mai provato queste brioche che si vendono all’Ikea…sono davvero squisite! Semplici da realizzare, accompagnano colazioni e merende e sono talmente buone che una tira l’altra!

Questa mia versione è senza derivati animali,praticamente identica all’originale.

Provare per credere!!

 

24946396_10213028112649593_1899647296_o

Continua a leggere

Bundt cake alla mandorla e amaretto

24474573_10212997258678263_1293527070_o

La bundt cake è una ciambella originaria degli Stati Uniti,che si realizza in uno stampo molto speciale, il bundt pan. La forma ,in realtà, è ispirata ad un dolce tipico alsaziano, il Kugelhupf particolarmente popolare tra le comunità ebraiche. E furono proprio alcuni membri della comunità ebraico-americana, a commissionare,intorno agli anni 50, all ‘ingegnere americano David Dalquist e a suo fratello Mark,la realizzazione di uno stampo simile a quello del Kugelhupf però molto più leggero e più economico di quello europeo, diffuso nell’impero austro ungarico. I due fratelli crearono,così, uno stampo in alluminio e fondarono,in Minnesota, un’azienda che li produceva,e che chiamarono Nordic Ware. Lo stampo non ebbe molto successo a tal punto che la ditta produttrice pensò di interrompere la produzione.

La popolarità fu raggiunta nel 1966,quando una torta chiamata “Tunnel of fudge”,preparata,in quello stampo, dalla casalinga Ella Elfrich, arrivò seconda ad una competizione di torte a Pillsbury. La vincitrice divenne famosa e la richiesta del bundt pan aumentò a dismisura,tanto che l’azienda ricevette oltre 200mila richieste di stampi,diventando così famosa in tutto il mondo.

In realtà non esiste una ricetta specifica di bundt cake,perchè qualsiasi torta cotta in questo stampo prende questo nome. La caratteristica è il tubo centrale,che permette la diffusione del calore in modo più uniforme e consente una cottura perfetta.

La mia bundt cake alle mandorle e amaretto è una vera delizia! E’ una torta compatta ,umida, molto semplice da realizzare e la glassa alle mandorle con cui è accompagnata ne esalta il sapore.

Ottima con un buon tè o una cioccolata calda è un vero confort food assolutamente da provare!

24623464_10212997258358255_1617866192_o

Continua a leggere

La baumkuchen -torta albero

 

24321877_10212980672863628_1456415584_oAvete mai sentito parlare della Baumkuchen? E’ una torta di origine tedesca che letteralmente significa”torta albero”,proprio perchè si presenta come un insieme di strati di pasta di due colori sovrapposti,che una volta tagliati, ricordano gli anelli di accrescimento degli alberi.Sembra difficile da realizzare,in realtà è molto semplice…ci vuole solo un po’ di pazienza nel cuocere gli strati,uno alla volta. Il risultato è di grande effetto ed è anche molto buona…basta una teglia e il grill del forno!

La mia versione non prevede la copertura con marzapane così come la ricetta originale,ma una golosa ganache al cioccolato,poi non è di forma circolare,ma l’ho cotta in uno stampo quadrato,poi l’ho tagliata e assemblata in modo da realizzare un effetto geometrico che ricorda un’altra torta…la Battemberg cake, una torta tradizionale inglese,con un delizioso motivo a scacchi.

Eccovi la ricetta! Io mi sono divertita tanto nel realizzarla!

24322096_10212980673143635_1234069305_o

Continua a leggere

Pains aux raisins

24282442_10212970591571602_392468380_n

Adoro Parigi,la trovo una città molto romantica ,ci sono stata tantissime volte e ci ritornerei senza mai stancarmi ,anche per poter visitare posti che ancora non sono  riuscita a vedere. Una delle cose cose che mi hanno colpito in questa meravigliosa città sono le boulangerie dotate di vetrine che sono un vero spettacolo per gli occhi,,con arredi in vecchio stile e una vasto assortimento di prelibatezze di ogni tipo:  baguette,croissant,pain au chocolat,quiche e tanti altri dolci.Ricordo ancora le mie colazioni parigine…così buone!!Oltre al croissant,( senza dubbio il mio preferito),mangiavo molto spesso il pain aux raisin,una tipica viennoiserie francese, variante del croissant,con uvetta e crema pasticcera….una vera delizia!

Avevo in mente già da diverso tempo, di provare a  replicare queste gustose brioche sfogliate, e approffitando di un weekend un pò noioso e grigio, e dopo aver trovato la ricetta giusta,  ho deciso di cimentarmi nella loro preparazione.

Sentire il profumo che fuoriesce dal forno e ritornare indietro nel tempo a lontani e bei ricordi,mi ha ripagato della fatica.

Certo i pains aux raisins non sono semplicissimi da fare,ma con un po’ di tempo a disposizione e con le giuste accortezze si può ottenere un ottimo risultatato.

Queste brioche vanno mangiate prevalentemente a colazione,ma,secondo me sono ottime  gustate ancora calde per una merenda al pomeriggio, accompagnate da un tè o una cioccolata calda.

Continua a leggere